Samuel Taylor Coleridge - THE RIME OF ANCIENT MARINER

domenica 13 dicembre 2015

Quel lieve tuo candor


Spaccanapoli.
O meglio, via Benedetto Croce.
Gruppi di persone che chiaramente non hanno mai visto un negozio, un palazzo o una pasticceria (nonostante abbiano di media centosettanta anni ciascuno) sciamano meravigliati e distratti per una via che in effetti a breve non avrà niente da invidiare al più cretino dei centri commerciali.
Un tizio, in strada, sta modellando una scultura d’argilla (sono due giorni che sta lì). La scultura è un uomo nudo (in storia dell’arte o archeologia si direbbe “in nudità eroica”) con le braccia alzate sopra la testa e tra le mani il corpo di un bambino.
Io, che non solo non mi decido a chiudermi in casa modello Howard Hughes ma ogni tanto mi viene pure da parlare con il resto dell’umanità, mi avvicino e chiedo: “ma per caso il soggetto della scultura è Astianatte?”.
Da lì, parte il teatrino.
“Chi? Astianatte? E chi è?”
“No, perché vedevo la posa… mi sembrava…”
“No, no. Vedi, questo tizio rappresenta il popolo, che salva un bambino dal fango, perché la società moderna (blablabla) lo Stato (blablabla)…”.
Ovviamente, in silenzio, nel mentre parlava me ne sono andato, lasciandolo al suo impegno artistico di protesta sociale che guarda caso gli viene da protestare proprio sotto Natale, a Spaccanapoli, tra una sfugliata di Scaturchio e i curnicielli con sopra Pullecenella che fa il gesto con la mano come per dire “ma che vuoi?”.

Per la cronaca, Astianatte che viene scagliato dalle mura di Troia da Neottolemo è un tema abbastanza tipico nella storia dell’arte (certo, sicuramente non come la natività, ma siete stati voi a volere il cristianesimo, sono cazzi vostri se non conoscete i temi pagani). Un esempio grandioso in tale senso lo trovate al museo archeologico di Napoli (che sta a circa novecento metri di distanza da Spaccanapoli) vale a dire il gruppo scultoreo cosiddetto di “Achille e Troilo” (in realtà Astianatte e Neottolemo, appunto), risultato del furto che quel mariuolo di Carlo III di Borbone ha operato ai danni di Roma.



Ecco, tutto ciò per dire: prima di mettervi a fare gli artisti intellettuali e impegnati del mio venerabile scroto, rompetevi le corna ad andare in un museo, riempitevi il cervello di qualcosa che non siano solamente le stronzate che immagazzinate senza filtro come gli scecchi quali siete, e poi magari – forse – potete iniziare a fare i movimenti artistici di protesta sociale.
Ma non per qualcosa, eh. Giusto perché magari se vi capita un povero fesso come me che vuole fare conversazione, almeno un paio di parole per fare un dialogo costruttivo riuscite a metterle insieme.
E poi attaccate pure la pippa che nella società moderna non comunichiamo abbastanza.


P.S. mi sembra inutile ricordarlo, ma ovviamente le persone che comunicano (soprattutto artisticamente) per metafore valgono meno di un tarzanello.